
Imparare degli eventi inattesi
Per anni, supply chain sempre più ampie ed efficienti hanno agito da volano per l’economia globale. Hanno continuato a fornire beni più economici, offrendo una scelta più ampia e stimolando una maggiore crescita economica. Sino a quando non è arrivata la pandemia e tutte le supply chain si sono inceppate.
Nel 2023, molte aziende devono ancora riprendersi da quell’enorme shock di sistema. Con la crisi in Europa e le tensioni nel Mar Cinese che aggiungono nuova incertezza, costruire supply chain più resilienti è diventato un compito più arduo.
Come si stanno adattando le aziende?
Per scoprire come le aziende stanno affrontando questo nuovo scenario, abbiamo intervistato 800 leader del rischio e della supply chain in otto settori chiave. Come si stanno riorganizzando? Quali sono le sfide e i rischi principali che devono affrontare? E come saranno le supply chain del futuro?
When: November-December 2022.
Who: 800 senior decision makers, including risk managers, supply chain and logistics managers and CEOs.
Where: Countries across Europe, North America, Asia-Pacific and Latin America.
Sectors: Life science, semiconductors, food, beverage and agriculture, logistics, complex manufacturing, construction, energy and renewables.
Size: All companies surveyed had annual revenues over $250 million.
Rivedere e ricostruire il proprio network
Abbiamo rilevato che la maggior parte delle aziende ha subito perdite maggiori del previsto durante la crisi delle supply chain.
Di conseguenza, la maggior parte di esse sta rivedendo le proprie supply chain e sta valutando una serie di soluzioni per ridurre la complessità e i rischi e aumentare la resilienza. Di conseguenza, la maggior parte di esse sta rivedendo le proprie supply chain e valutando una serie di soluzioni per ridurre la complessità e i rischi e aumentare la resilienza. Tuttavia, le aziende devono affrontare ostacoli notevoli, tra cui la continua carenza di manodopera e di materie prime, i rischi geopolitici e climatici esterni e la mancanza di fornitori alternativi.
Per molti è difficile ottenere la piena visione di tutti i legami e le vulnerabilità della propria supply chain. Tuttavia, coloro che stanno affrontando questi problemi e agendo per semplificare e rendere più sicuri i propri sistemi stanno raccogliendo un beneficio grazie a supply chain più solide e in grado di resistere meglio agli shock futuri. Il presente report illustra i principali risultati globali dell'indagine. Seguiranno nei prossimi mesi altri rapporti specifici per ogni settore che ne illustreranno i risultati.
Risultati chiave
Perdite superiori al previsto, ma per lo più a breve termine
Quasi due terzi (65%) dei dirigenti aziendali hanno dichiarato che le perdite legate alla supply chain sono state più alte o molto più alte del previsto negli ultimi due anni, poiché continuano a considerare i costi della pandemia.
Ma la maggioranza (58%) è più preoccupata delle interruzioni che causano perdite di vendite a breve termine piuttosto che di quelle a lungo termine (25%).
Le imprese si stanno mobilitando per aumentare la resilienza
Il 65% degli intervistati ha apportato miglioramenti e un altro 18% ha trasformato completamente la propria supply chain in risposta alla pandemia.
in risposta alla pandemia. Il 58% prevede di apportare cambiamenti significativi nei prossimi due anni.
La collaborazione con i fornitori è uno dei punti chiave: il 53% la considera una delle maggiori opportunità per migliorare la gestione della supply chain.
L'impatto del Covid-19 sull'approccio alla gestione della supply chain
Scarica la Global Supply Chain Risk Report
Dati e trasparenza insufficienti sono un freno alla crescita
Il 73% concorda sul fatto che la riluttanza dei fornitori a condividere le informazioni commerciali renda difficile ottenere una piena trasparenza nella propria supply chain.
Ciò può contribuire a spiegare perché più di tre quarti (77%) ha dichiarato di non disporre dei dati e delle conoscenze necessarie per comprendere i propri rischi.
Solo il 12% ha dichiarato di aver identificato tutti i dati necessari per gestire i rischi della supply chain, con processi solidi per raccoglierli
Alle aziende mancano soluzioni assicurative per gestire i rischi
Mentre l'89% ritiene che l'assicurazione per i rischi della supply chain sia fondamentale o necessaria, quasi altrettanti (80%) hanno dichiarato che la mancanza di soluzioni assicurative è una delle maggiori sfide per affrontare i loro rischi.
Ciò potrebbe riflettere la mancanza di copertura per le perdite economiche pure derivanti da carenze e ritardi nella maggior parte delle polizze property e marine cargo.
Priorità alle assicurazioni per i rischi della supply chain
I rischi legati alla business interruption e ai rischi climatici non sono ben coperti
Solo il 17% degli intervistati ha dichiarato di avere un'assicurazione specifica per coprire i rischi legati alla business interruption nella propria supply chain, mentre il 53% ritiene che siano coperti da altre assicurazioni.
Solo il 25% ritiene di avere una copertura sufficiente per l'impatto delle condizioni meteorologiche estreme sulla propria supply chain.
Economia e sicurezza informatica tra i principali fattori di rischio
L'incertezza economica (32%) e l'inflazione (26%) sono tra i principali fattori alla base dei rischi della supply chain.
Il 34% ritiene che i rischi informatici abbiano un impatto elevato sulle supply chain, mentre il 54% lo ritiene medio.
La continua carenza di materie prime (39%), la logistica e lo stoccaggio (35%) e i componenti (33%) sono tra i principali fattori della supply chain che avranno un impatto sulle aziende nei prossimi due anni.
I rischi sono influenzabili ma non controllabili dalle aziende.
Meno della metà delle aziende (48%) ritiene che le cause dei rischi della supply chain siano sotto il proprio controllo.
Ma il 70% ha una certa possibilità di influenzare la qualità della gestione dei rischi della supply chain, forse grazie al lavoro svolto per migliorare la resilienza.
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