Vai al contenuto principale
Choose your location
Select the location and the language that you prefer

main content, press tab to continue

Il Political Risk Survey Report 2026

Il punto di vista delle aziende sui rischi politici 2026

Maggio 12, 2026

Il Political Risk Survey 2026 segnala un cambiamento nella natura del rischio politico, sempre più legato a dinamiche interne, mentre l’intensificarsi di dazi, polarizzazione interna e minacce nella gray zone spinge le aziende ad adattare gestione del rischio, coperture assicurative e modelli operativi.

La nostra 9ª Political Risk Survey annuale rivela un profondo cambiamento nel modo in cui le organizzazioni vivono, assorbono e rispondono al rischio geopolitico e quanto oggi la strategia aziendale sia strettamente intrecciata con le politiche governative.

La crescente dimensione domestica del rischio politico

Dai risultati del sondaggio e dalle interviste emerge con chiarezza un elemento centrale: se i rischi politici internazionali continuano a presentare elevati livelli di complessità, quelli di natura interna risultano ancora più difficili da gestire. In molte regioni del mondo, il rischio politico incide ormai in modo diretto sui contesti nazionali, come evidenziano, ad esempio, le attività russe nella gray zone in Europa e le crescenti tensioni nelle relazioni tra Giappone e Cina.

75%degli intervistati ha dichiarato di aver subito una perdita legata a rischi politici o una perdita di credito connessa a eventi geopolitici

La quota di rispondenti che nel corso dell’ultimo anno ha segnalato perdite assicurabili di credito e di rischio politico attribuibili a cause geopolitiche rappresenta il secondo valore più elevato registrato nei nove anni dell’indagine. Per il terzo anno consecutivo, sono aumentate le perdite superiori a 250 milioni di dollari, accompagnate da una crescita dell’interesse verso le assicurazioni contro il rischio politico e il credito commerciale come strumenti di mitigazione del rischio geopolitico.

Altri risultati chiave

Aggressioni nella gray zone

La coercizione o ritorsione economica, inclusi sanzioni ufficiali o non ufficiali, minacce o dazi, nonché embarghi sulle esportazioni di materie prime strategiche, è stata indicata dal 61% delle aziende come l’area di maggiore preoccupazione tra le forme di aggressione nella gray zone, rappresentando il secondo gruppo più ampio di rispondenti. Gli attacchi alle infrastrutture critiche, quali il taglio di cavi sottomarini, la distruzione di oleodotti, le interruzioni delle centrali elettriche, gli incendi dolosi nei magazzini e azioni analoghe, rimangono la principale fonte di preoccupazione per il 65% degli intervistati.

Preparazione a un cambiamento strutturale

Il 39% delle aziende ha dichiarato di affrontare livelli di rischio più elevati a seguito delle scelte politiche del proprio governo nazionale. Oltre l’80% delle imprese si sta preparando attivamente, o sta valutando, uno scenario futuro in cui le operazioni in Oriente e in Occidente potrebbero dover essere gestite come entità strutturalmente indipendenti.

Scopri tutti i risultati, i dati e gli approfondimenti per il management scaricando il Political Risk Survey Report 2026. Ci auguriamo che l’edizione di quest’anno dell’indagine sul rischio politico offra spunti di analisi utili e che le prospettive fornite dai nostri specialisti risultino di valore per il vostro processo decisionale. Restiamo a disposizione per qualsiasi ulteriore approfondimento.

Author

Sam Wilkin, Director of Political Risk Analytics, Credit Risk Solutions

Sam Wilkin

Director of Political Risk Analytics, Credit Risk Solutions

Richiedi il report della Survey