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Comunicato stampa

Cresce la domanda di piani previdenziali internazionali per supportare gli espatriati e i lavoratori delle economie a rischio

Il rischio di nuove insolvenze del debito sovrano nel 2021 è destinato a far crescere la domanda

Marzo 9, 2021

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MILANO, Marzo 9, 2021 — È in continua crescita la richiesta di piani pensionistici e di risparmio internazionali in quanto i datori di lavoro cercano di migliorare i benefici del personale espatriato e di coloro che lavorano in economie a rischio. È quanto emerge dall’ultimo International Pension Plan Survey di Willis Towers Watson.

La ricerca ha rilevato 988 International Pension and Savings Plans (IPP e ISP), il 6% in più rispetto all'anno precedente. Gli "asset under management" degli IPP e ISP oggetto dell'indagine sono cresciuti da 15,8 miliardi di dollari nel 2019 a 17,2 miliardi di dollari nel 2020.

I risultati hanno anche mostrato un aumento del 13% del numero di IPP offerti come opzione più sicura per i lavoratori in paesi dalle economie in difficoltà, in particolare quelli a rischio di instabilità politica ed economica, svalutazione monetaria o default del debito sovrano.

Gli IPP e gli ISP erano originariamente rivolti agli espatriati, in particolare ai "nomadi globali", senior executive che non potevano aderire agli schemi pensionistici nei paesi d'origine né aderire a quelli del paese ospitante. Recentemente, la popolarità degli IPP e degli ISP è stata anche spinta dalle esigenze degli espatriati locali (ad esempio gli stranieri impiegati con un contratto locale) e di altri diversi e spesso complessi gruppi di dipendenti.

Andrea Scaffidi, Retirement Country Leader di Willis Towers Watson dichiara: “Molte grandi multinazionali, enti di beneficenza e organizzazioni governative internazionali trovano difficile offrire piani pensionistici e di risparmio vantaggiosi al loro personale a livello globale. I sistemi pensionistici locali possono essere esposti a un'elevata insicurezza economica, o possono non permettere agli espatriati di aderirvi. Schemi regionali sono in ritardo. Questi sistemi transfrontalieri flessibili stanno continuando a rafforzare la loro posizione sul mercato, e ci aspettiamo che ciò continui nel 2021”.

“L'anno scorso un numero molto più alto di stati sovrani è andato in default sul proprio debito pubblico, come ad esempio per la prima volta il Libano. Questo può avere ricadute sul risparmio a causa dei tassi delle obbligazioni, delle valute e della regolamentazione locale sulla detenzione di obbligazioni nei piani pensionistici e di risparmio locali”.

"È probabile che nel 2021 si verifichino altri default mentre gli stati lottano per affrontare le implicazioni della pandemia. Abbiamo visto un aumento della domanda da parte delle aziende che sono diffidenti, per il loro personale, verso fondi pensionistici che potrebbero fallire. Spesso vogliono trovare una soluzione più sicura per i lavoratori in questi ambienti ad alto rischio utilizzando piani transfrontalieri per accedere a fondi globali in valute forti".

L'indagine ha anche rilevato che durante la pandemia globale gli IPP e gli ISP sono stati molto flessibili nell'adattarsi alle pressioni finanziarie. Molti piani hanno modificato il loro atto costitutivo o i loro contratti per consentire prelievi in caso di difficoltà, mentre altri hanno modificato i contributi del datore di lavoro o dei dipendenti come forma di aiuto a breve termine. Alcune aziende hanno chiesto di modificare i criteri di ammissibilità per consentire a un maggior numero di dipendenti di aderire agli IPP e ISP laddove le opzioni locali erano diventate più rischiose.

La ricerca ha anche rilevato che:

  • Il 70% dei piani è stato istituito con un "obiettivo di pensionamento" (IPP), mentre il 30% ha un "obiettivo di risparmio" a più breve termine (ISP).
  • Le aliquote minime e massime dei contributi del datore di lavoro variano più comunemente tra il 5% e il 9%. Nella maggior parte degli IPP e degli ISP, i dipendenti non sono tenuti a contribuire.
  • Gli IPP/ISP sono offerti da aziende in tutti i settori di attività, ma in particolare nel settore bancario e finanziario, del petrolio e del gas, dei beni di consumo e della vendita al dettaglio. Nell'ultimo anno c'è stato un notevole interesse anche da parte di IGO e ONG che cercano di istituire nuovi piani e rivedere gli accordi esistenti.
  • Gli IPP e gli ISP sono offerti ai dipendenti locali che lavorano in paesi a rischio. L'Argentina è stato il luogo più popolare per gli IPP/ ISP, con 34 piani diversi, seguita dall’Egitto, con 24 piani, dalla Russia con 19, dall’Ucraina e dalla Turchia con 15.
  • Circa il 20% degli IPP offre ora una forma di distribuzione del reddito, il che significa che gli aderenti scelgono di incassare gradualmente la rendita.
  • Inoltre, il report Expatriate Benefits Solutions di Willis Towers Watson segnala che le flessibilità legate al COVID sono state introdotte anche nell'ambito dei piani assicurativi globali per la salute e il rischio, espandendo l'ammissibilità e la copertura oltre la specifica popolazione espatriata, in particolare per includere i dipendenti chiave che hanno (o stanno ancora) lavorando in remoto dal loro paese di impiego durante la pandemia.

Il Report

Il sondaggio Willis Towers Watson International Pension Plan Survey 2020 copre 988 IPP e ISP sponsorizzati da 932 aziende. Scaricate una copia gratuita dell'indagine qui.

Scarica il report
Titolo Tipo di file Dimensioni del file
2020 International Pension Plan Survey Report PDF 2.4 MB
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