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Campagna

COP26: un pianeta in bilico

COP26 è stata ampiamente annunciata come forse la più grande opportunità della società per rallentare il cambiamento climatico. Qual è il contesto e cosa dobbiamo aspettarci?

A novembre 2021, capi di stato, esperti di politiche climatiche, negoziatori e osservatori, istituzioni finanziarie per lo sviluppo, agenzie umanitarie, settore privato e società civile parteciperanno alla 26esima Conferenza delle Parti (COP) delle Nazioni Unite.

Essendo il principale forum annuale delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, rappresenta un momento per discutere e concordare gli sforzi per mitigare il cambiamento climatico attraverso la riduzione dei gas serra, per questo motivo ogni COP è importante e questa edizione potrebbe essere più significativa di qualsiasi altra. Già rinviata di un anno a causa della pandemia COVID-19, la COP26 potrebbe determinare la vittoria o la sconfitta alla corsa per ridurre le emissioni di gas serra ed evitare aumenti catastrofici delle temperature globali, nonchè aiutare le persone più vulnerabili del mondo ad adattarsi agli effetti del cambiamento climatico che sono già "bloccati" dalle emissioni storiche.

La COP26 potrebbe determinare la vittoria o la sconfitta alla corsa per ridurre le emissioni di gas serra ed evitare aumenti catastrofici delle temperature globali

Parigi ha ospitato la COP21 nel 2015 che è ora ricordata come il momento spartiacque in cui 196 Paesi hanno concordato di perseguire "gli sforzi per limitare l'aumento della temperatura a 1,5°C sopra i livelli preindustriali".

Da allora, la nostra comprensione dei rischi finanziari legati al clima si è estesa grazie alle raccomandazioni della Task Force on Climate-Related Financial Disclosures che stanno diventando obbligatorie nel Regno Unito e in altre giurisdizioni. Tale slancio propositivo ha accelerato gli impegni di Net Zero commitments da parte di Paesi e aziende. Da una parte, il COVID-19 ci ha amaramente dimostrato come i rischi sistemici si trasferiscano attraverso l'economia; dall'altra, le inondazioni estive a New York, in Germania e gli incendi boschivi in California e in Europa insegnano ad alcuni dei Paesi più ricchi del mondo una dura lezione su cosa succede in assenza di resilienza.

Ma così come Parigi è ricordata per aver finalmente portato il consenso all'obiettivo di 1,5°C di riscaldamento, Glasgow dovrebbe essere ricordata come la COP in cui l'attuazione delle soluzioni climatiche ha finalmente preso il via.

Co-ospitato dal Regno Unito e dall'Italia, ci saranno quattro macro temi in agenda per coloro che si troveranno a Glasgow durante i quindici giorni a partire dal 1° novembre:

Net Zero targets

Come stabilisce l'accordo di Parigi, ogni cinque anni gli impegni per ridurre le emissioni di carbonio, i cosiddetti Nationally Determined Contributions, devono essere riaffermati. Se da un lato si prevede che saranno presi maggiori impegni in vista della COP26, da un recente rapporto dell' UNFCCC è emerso che gli impegni attuali ci stanno indirizzando verso un riscaldamento di 2,7°C, con un aumento delle emissioni del 16% entro il 2030. L'accelerazione del processo di eliminazione del carbone e la diffusione dei veicoli elettrici, insieme alla riduzione della deforestazione, sono aree chiave di attenzione per la presidenza britannica della COP.

Adattamento

L'adattamento sarà una caratteristica chiave, considerando che il cambiamento climatico non può essere completamente mitigato ed entro la metà del secolo: anche se dovessimo cessare le emissioni oggi, il riscaldamento globale continuerà ad aumentare, con la differenza tra 1,5°C e 2°C che continuerà a colpire maggiormente le persone più vulnerabili del pianeta.

Finanziamenti per il clima

Nel 2015 i Paesi sviluppati hanno impegnato 100 miliardi di dollari in finanziamenti ogni anno per aiutare i Paesi in via di sviluppo a mitigare e adattarsi al cambiamento climatico: tale cifra è progressivamente scesa ogni anno da quando è stato preso questo impegno.

Allineamento del capitale

Per finanziare la transizione verso un'economia a impatto zero e di resilienza climatica,  dovrà essere riassegnato un budget di trilioni di dollari in modo da allinearsi all'obiettivo di 1,5°C fissato a Parigi. Il focus per il settore finanziario sarà sui piani di transizione per l'economia reale e le istituzioni finanziarie, sull'allineamento del portafoglio e su altre strategie di investimento in linea con gli obiettivi di Parigi.

Anche se è difficile prevedere come si configurerà un eventuale scenario di successo, i nostri esperti in clima e resilienza esploreranno come questi impegni di alto livello sono in grado di influenzare i Paesi, le comunità, le imprese e le industrie che li sosterranno.

Un tempo culla della rivoluzione industriale scozzese, Glasgow potrebbe essere in procinto di diventare il simbolo della prossima rivoluzione industriale che porterà a una transizione verso zero emissioni nette, resiliente al clima e sostenibile.

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