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La pensione è una cosa da giovani? In Italia no

Compensation Strategy & Design|Medioambiental|Retirement|Wellbeing
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Di Andrea Scaffidi e Beatrice Elena Stroppa | Marzo 23, 2022

Il tema dell'edizione 2022 della Global Money week parla del futuro e la gestione del denaro. In WTW ci siamo chiesti: i giovani lavoratori italiani stanno gestendo bene il loro denaro?

Quest’anno è il decimo compleanno della Global Money Week, la manifestazione internazionale promossa dall'OCSE e dedicata all’educazione finanziaria dei giovani. Dal suo avvio, nel 2012, la manifestazione ha raggiunto oltre 50 milioni di giovani in 176 Paesi.

Il tema dell'edizione 21-27 marzo 2022 è "Costruisci il tuo futuro, gestisci bene il tuo denaro". In WTW ci siamo dunque chiesti: i giovani lavoratori italiani stanno costruendo il loro futuro? E gestendo bene il loro denaro? La risposta sintetica è no.

Difatti, non è sempre chiaro che le scelte finanziarie sono scelte quotidiane. Si tratta di scelte che ogni persona deve compiere lungo la vita, per esempio tra la convenienza a prendere in affitto la casa o acquistarla, magari con un mutuo. Si sceglie se investire una parte del proprio stipendio in formazione, calcolandone i rendimenti in relazione al futuro miglioramento di reddito. Si sceglie su quando iniziare ad accumulare una somma per la vecchiaia e, soprattutto, quanto accantonare. Oppure su come investire il denaro (ereditato o risparmiato autonomamente). Non si tratta di scelte di poco conto e un poʼ di dimestichezza con il calcolo economico e finanziario aiuta molto. Soprattutto aiuta a non posporre decisioni su questioni che erroneamente riteniamo distanti da noi o troppo complesse e per le quali spesso vince l’inerzia mentale (la cosiddetta Preferenza per lo status quo, trappola mentale studiata dall’Economia Comportamentale).

A distanza di dieci anni dallʼultima riforma strutturale delle pensioni (Monti-Fornero, dicembre 2011), lʼaspettativa sul tasso di sostituzione tra ultimo reddito da lavoro e pensione percepita è sostanzialmente corretta. Insomma, le persone in Italia ormai sembrano sapere che il primo pilastro della pensione pubblica non basterà più a garantirgli un adeguato tenore di vita da pensionati.  Però, solo il 17,4% degli iscritti al secondo pilastro della pensione complementare ha meno di 35 anni. Difatti, l’età media degli iscritti si è alzata negli ultimi quattro anni, passando da 45,9 a 46,8 anni.

Vi è inoltre un elevato numero di iscritti con versamenti esigui, anche a causa delle adesioni silenti con il solo TFR; un fenomeno che ormai interessa circa un terzo degli iscritti totali ai fondi da CCNL-Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Dunque, ben un terzo dei nuovi assunti non compie alcuna scelta pensionistica.

Quando, invece, i dipendenti aderiscono esplicitamente a un Fondo pensione e versano un contributo, la contribuzione media annua è più elevata per gli uomini: 2.880 € contro i 2.340 € delle donne, quasi un quarto in più. Il contributo medio per i giovani (25-34 anni), però, si ferma 1.610 € all’anno (il 40% in meno del contributo medio).

Secondo l’Indagine WTW Global Benefits Attitudes 2022 per l’Italia (a cui hanno risposto circa 1000 lavoratori), il benefit su cui i lavoratori vorrebbero maggiormente supporto dalla propria Azienda è, forse un po’ a sorpresa, proprio il Fondo pensione (47%), seguito dal lavoro agile (45%) e, solo in terza posizione, dal supporto alla carriera (34%). La situazione di incertezza degli ultimi 2 anni ha forse reso difficile il processo di formazione delle aspettative per il futuro, soprattutto da parte dei giovani, che in effetti parrebbero non agire. Però almeno sembrano consapevoli della loro inerzia e chiedono supporto ai propri datori di lavoro.

Fonti

WTW Global Benefits Attitudes Survey 2022
Covip Relazione 2021 sull’anno 2020
Centro di ricerca e documentazione Einaudi - Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2021

Autori

Head of Retirement Italy

Associate, Retirement-Non Actuarial

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